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da modificare o aggiungere, contattate la nostra redazione.
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Museo del "Cavallo Giocattolo "Chicco" --
Un
viaggio attraverso 450 cavalli giocattolo
Il
14 Aprile 2000 è stato inaugurato a Grandate, in provincia di Como, il
Museo del Cavallo Giocattolo. In
questo edificio nacque
un cavallo straordinario: Tornese,
il purosangue entrato nella leggenda alla fine degli anni Cinquanta per
l’impressionante numero di successi raggiunti nelle gare, ma
soprattutto per le emozioni che sapeva trasmettere durante le sue
incredibili imprese. La risposta di Chicco è stata uno straordinario
Museo a
cinquant’anni dalla nascita di Tornese. Il
Cav. del Lavoro Piero Catelli, Fondatore e Presidente della Artsana
Chicco che 25 anni fa aveva acquistato l’area della scuderia Manzoni,
con l’acquisto di una bellissima collezione di cavalli giocattolo, ha
completato il suo sogno, quello di creare
un Museo, dedicandolo idealmente a Tornese, portando
proprio in queste stanze quasi 500
cavalli giocattolo.
Questa apertura ha avuto una notevole risonanza nel panorama
internazionale in virtù del valore e del prestigio della collezione del
Museo che
costituisce la più ampia collezione
privata al mondo. A due anni dalla sua
apertura il Museo si è arricchito di altri 35 pezzi
meravigliosi, dono di amici e sostenitori, anche sconosciuti, che da
tutto il mondo ci mandano questi cavallini in una gara bellissima. I
bambini ci scrivono poesie, alcuni ci mandano disegni originali, i
grandi ci lasciano testimonianza scritta
con frasi di grande apprezzamento, tanti piccoli gesti di amore
per questa iniziativa che ci riempiono di felicità e stupore.
Piero
Catelli ha
attuato un progetto accarezzato da
tempo. Con questa iniziativa ludico – culturale
tutela così questi preziosi oggetti, salvandoli dall’oblio e
dalla polvere delle soffitte, dagli angoli delle camerette, dove
l’invasione dei giochi elettronici li avevano relegati. Vuole
sensibilizzare i figli del "consumismo" perché capiscano come
i loro nonni e i loro genitori vivessero felici con modesti passatempi.
Attraverso il cavallo giocattolo si ripercorrono strade legate alla
storia ed alle diverse culture. Il Museo fornisce inoltre, una
documentazione indirizzata a far conoscere le mutazioni
attraverso il tempo di questo oggetto, da sempre presente nella storia
dell’uomo.
In ogni stanza
pannelli
didattici, spiegano e illustrano la storia:
"Il
bastone cavallo", "Il carretto cavallo", "Le
statuine cavallo", "I tornei",
"Le corse nel circo", "Il cavallo a dondolo e da montare".
Stampe e
altre curiosità
arricchiscono
l’iter espositivo
con
testimonianze su questo mondo "al galoppo".
Gli
esemplari non sono qui
esposti secondo i tradizionali criteri museali, ma si avvicendano
al di fuori d’ogni cronologia, in un percorso immaginifico, su dischi,
mensole, o altri piani d’appoggio senza vetri o barriere per creare
subito un rapporto divertente ed interattivo con il pubblico di
bambini….da zero a cent’anni. Il
complesso è collegato con Chiccolandia, una altro spazio scenografico
dedicato al gioco, alla ristorazione ed al divertimento, oltre che
naturalmente alla vendita di tutti i prodotti Chicco.
La
collezione di cavalli giocattolo è unica per varietà, quantità e
qualità dei pezzi che la compongono e permette al visitatore di avere
un’esauriente panoramica relativa all’evoluzione ed alle varianti di
quest’oggetto nel mondo, dal tardo Settecento agli anni Settanta del
Novecento. Statici o azionati da sofisticati meccanismi, in legno,
metallo o cartapesta, questi piccoli grandi capolavori di scultura,
rappresentano uno dei più teneri e romantici simboli del mondo antico.
Dal cavallo-bastone,
il primo vero cavallo-giocattolo, gran parte della magia è
sempre stata
affidata all’immaginazione infantile, si perfeziona lo
cheval-jupon”, da indossare con l’ausilio di due bretelle, si
arriva al raffinato “Napoleone III”. Legni pregiati
e rivestiti a volte con vera pelle di cavallino, code di crine e selle
di cuoio, dondolanti
e deambulanti. Una fornitissima ed eterogenea
“scuderia”quindi, in cui spiccano rari esemplari, come quello in
legno a grandezza “pony” di antica provenienza cinese, o quello
stilizzato, di matrice futurista, in legno rosso e con meccanismo a
doppia oscillazione, una vera e propria scultura moderna.
Tra
gli esemplari
più interessanti c’è anche un cavallo bianco italiano, scolpito in
legno nella metà dell’800, raffigurato come un piccolo Pegaso
nell’atto di compiere un balzo e di lanciarsi, con la coda ritta,
verso l’infinito. Di sicuro interesse è poi il cavallo in ghisa,
lanciato al galoppo, che la Coca-Cola si metteva davanti alle porte dei
bar a scopo pubblicitario. Il destriero, sostenuto da un supporto
metallico immobile per permettere ai bambini di inforcare la sella, è
l’antenato di quei cavalli meccanici che si mettevano in moto
introducendo una moneta. Ma c’è qualcosa in più che rende speciale
questa raccolta: ogni singolo pezzo racchiude in sé, oltre al valore
antiquario ed alla rarità collezionistica,
anche una propria vita ed una propria storia. Mille
sono le curiosità che si vengono a scoprire di fronte ad una simile
esposizione, come ad esempio, che
ogni cavallino
ha il suo nome: Camilla, Garibaldo, Andronico, Peo, Medea, Tirvo,
Tornese, Pepè, Paolo Natalino
e tanti tanti altri.
Il
18 Febbraio 2002, è entrato nel nostro Museo un cavallo
nuovo. Il Cavallo del Millennio, dono di un amico inglese,
questo cavallo a dondolo, in legno
patinato ebano, con finimenti in pelle e staffe in argento, è
fabbricato dai Fratelli Stevenson. Cento saranno gli esemplari
prodotti, numerati. Questi
meravigliosi cavalli sono stati già
ordinati all’inizio del secolo da
personalità, tra le quali capi di stato
e nomi
prestigiosi del mondo.
Il 13 luglio 2002
è arrivato al
Museo, il cavallo del Paese dei Balocchi usato nel film
Pinocchio da Roberto Benigni-Pinocchio. Ora è anche lui parte
integrante della collezione, alto 5 metri, lungo
7,30, è il più grande cavallo giocattolo del mondo. Uno
splendido esemplare in
ferro e resina che si rifà a modelli inglesi georgiani del
secondo Ottocento. Di colore bianco con finiture e seggiolini
a cestino,
pesa oltre 500 kg.
Nel 2004, il Museo del Giocattolo Chicco, si è arricchito
delle "Giostrine musicali" di Goffredo Colombani e
di 23 quadri "Scuderia dei Sogni" dell'artista Vanda
Broggi.
Nel
2000 , a pochi mesi dalla Sua apertura, al Museo è stato riconosciuto
il Premio Guggenheim Impresa e Cultura: la Giuria del prestigioso premio
lo ha
così motivato: "il progetto racchiude il valore di una scelta
tematica e le suggestioni di una comunicazione in linea con lo spirito e
la missione del marchio Chicco’’.
Notizie utili:
Il Museo è aperto tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 12.30
e dalle 15.30 alle 18.30- Chiuso il lunedì mattina. (dal 30
novembre il Museo rimane aperto anche la domenica, 22 dicembre
compreso). L'ingresso è gratuito - Visita guidata. Bookshop.
Indirizzo:
Via Tornese 10 a
Grandate (Como) Tel: 031-382912 - Responsabile: Graziella Perego
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Oltre
mezzo secolo di ferrovie e trenini
Locomotive, vagoni merci e
passeggeri. Un mondo di trenini da visitare nel celebre museo
dell'omonima azienda comasca costruttrice di
trenini elettrici che nell'estate dello scorso anno ha chiuso
definitivamente i battenti. .
Per decenni la Rivarossi ha fatto sognare milioni di bambini,
spesso anche adulti. Dopo la chiusura dello stabilimento comasco, la
produzione è stata trasferita a Vicenza
in un’altra grande azienda di modellismo ferroviario: la Lima. Nel
Museo dei treni in miniatura Rivarossi, collocato proprio nella fabbrica
della ditta Riva e Rossi di Como è comunque possibile ammirare tutta la
produzione, dai primi modellini fino a quelli attuali.
Notizie utili:
Collezione visitabile solo su richiesta e previa prenotazione
Indirizzo:
Via Pio XI,
157/159-22100 Como Tel: 031-541541 Fax:
031-540752
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Museo del giocattolo e del bambino --
La
storia dell'uomo raccontata attraverso i sogni dei bambini
E'
uno tra i più grandi musei del Giocattolo in Europa ed è realizzato
con la collaborazione della Regione Lombardia. Sessantacinque
vetrine ampie ed illuminate, esposte ad
"altezza bambino" e
oltre 2000 balocchi, selezionati e
rigorosamente originali collocati nello storico Istituto Martinitt. Un
affascinante viaggio alla scoperta di eventi sociali e culturali,
innovazioni scientifiche e tecnologiche, mutamenti politici e militari,
indirizzi letterari e filosofici. Un percorso
storico generale articolato tra il 1700 ed il 1960, con approfondimento
di numerose tematiche specifiche, tra cui: "La scienza
divertente", "Circo e Teatro", "Bambole e
Soldatini", "I giochi didattici", "Pinocchio e il
legno". Inoltre, laboratori per l'invenzione e la
costruzione di giocattoli spettacoli-gioco sui temi dei diritti
dell'infanzia, la fantasia, il magico mondo dei libri, l'Europa unita...
Notizie utili:
Orari di apertura 9.30-12.30 15.00-18.00. Aperto tutti
i giorni (lunedì solo su prenotazione). Biglietto
d'ingresso: 7.000 (intero) - 5.000 (ridotto) - 6.000 (gruppi con visita
guidata inclusa).
Info:
e-mail museodelgiocattolo@tin.it
oppure al sito www.museodelgiocattolo.it
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Museo del giocattolo "Giulio Superti Furga" --
I
giocattoli raccontati dalle bambole
La
storia di questo museo ha inizio a cavallo degli anni ottanta, più
precisamente nell'84. Al suo interno una varietà incredibile di
giocattoli e soprattutto bambole frutto in parte delle donazioni di
Superti Furga, Grazioli e Pagano. I pezzi esposti si distinguono per il
diverso materiale utilizzato per la costruzione: stoffa, legno, latta,
feltro, cartapesta, vinile polistirolo e celluloide. Oltre alle bambole
da ammirare un'ampia esposizione di costruzioni, giochi ad incastro,
strumenti musicali, piccoli mobili, automodelli, puzzles e splendidi
cavalli a dondolo insieme ad alcuni prototipi di stampi e modelli in
gesso degli impianti di produzione locali. Spazio anche ad alcuni esempi
esempi dell'industria europea dell'800.
Notizie utili:
aperto
sabato e festivi. Per visite guidate e nei giorni infrasettimanali
telefonare al numero 0376-70170. Chiuso il mese d'agosto.
Indirizzo: Centro Sociale, Piazza
Gramsci- Canneto sull'Oglio (MN) Tel: 0376/70170 oppure 70671
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Museo Nazionale del Soldatino "Mario Massacesi"del
giocattolo --
Vita
militare dei soldatini dall'800 ad oggi
A
Bologna, con una istituzione unica in Italia, un gruppo di collezionisti
ha creato, unendo le proprie collezioni, il Museo nazionale del
soldatino, che è stato intitolato al primo Presidente della Società
che lo gestisce, Mario Massaccesi, insigne cultore dell’arte e del
bello che per primo valutò l’estrema importanza storico-didattica di
queste minuscole figurine, reduci da storiche ed antiche battaglie
accanitamente combattute sui pavimenti dei salotti e delle cucine al
comando di intrepidi generali in calzoncini corti. Un piccolo museo
privato nato quasi per caso, generato dalla ribellione di un nutrito
gruppo di collezionisti, a un perentorio aut aut delle gentili consorti
ormai al limite della sopportazione, che suonava nei termini piuttosto
duri di “o fuori i soldatini o fuori io”.
Nel
1974 fu fondata la
Società Nazionale del Modello e della Figurina Storica - Museo
Nazionale del Soldatino “Mario Massaccesi”. Con la voglia e il
desiderio di veder divulgata l’esistenza del museo stesso,
questo gruppo di collezionisti hanno realizzato molte manifestazioni a
livello nazionale ed internazionale. Il museo è stato inserito nella
Guida ai musei del giocattolo d’Europa come terzo museo in ordine
d’importanza dopo Kulmback e Compiègne.
Il
museo ha ricucito la favola secolare dei soldatini giocattolo potendo
presentare al pubblico più di 12.000 esemplari (ma ne possiede circa
altri 30.000) prodotti dai primi dell’800 ad oggi. Sono rappresentati
tutti i tipi di soldatini prodotti negli ultimi 200 anni a livello
artigianale o industriale, dai primissimi esemplari creati in Germania
dal fonditore Hillpert alla fine del '700, in stagno e piatti, che dalla
città sede della piccola fonderia, Norimberga, hanno preso il nome, ai
semipiatti in piombo, materiale meno costoso e più lavorabile, della
prima metà dell’800, ai pezzi a tutto tondo in piombo della fine
dell’800 e a quelli di autarchica pasta di varia composizione
tedeschi e italiani del periodo fra le due guerre con le loro dotazioni
di splendidi mezzi in latta. Sono presenti anche i parenti poveri dei
soldatini cioè quelli in carta in fogli o ritagliati, che hanno però
illustri antenati nelle meravigliose incisioni del Callot o di Stefano
della Bella del XVI e XVII secolo.
Ma
il soldatino non è solo un giocattolo. Può essere una miniatura
perfetta in ogni particolare del costume che rappresenta o del
personaggio che raffigura. Un museo unico, quindi, per conoscere
il mondo del modellismo e della figurinistica storica fatta di minuziose
riproduzioni iconograficamente perfette, frutto di lunghe ore di ricerca
e di studio e di assoluta perfezione di esecuzione. La ricerca storica
sul costume militare è una delle attività dei soci della Società
nazionale del modello e della figurina storica di cui il museo è
strumento operativo. Nel museo quindi sono presenti anche numerosi
esempi di figurini-modello attraverso i quali è possibile, seppure in
rapida successione, ripercorrere la storia dell’umanità, dai carri
egizi del faraone Akenaton ai Marines e ai mezzi della guerra del Golfo.
Dal 1990 il museo si è trasferito in nuovi locali messi a disposizione
dal comune di Bologna, che ultimamente lo ha inserito nella Guida ai
musei della città e in una numerosa serie di cartelli indicatori
stradali grazie ai quali è semplice raggiungerlo. Con l’allestimento
completamente rinnovato e razionalizzato, il museo è veramente un
piccolo gioiello che non ha eguali in Italia e può competere a pieno
titolo con le similari istituzioni europee.
Indirizzo:
Villa
Aldrovandi Mazzacorati Via Toscana 19, 40141 Bologna-Italia
Notizie
utili: Tel.
+39(0)51-595158 +39(0)51-6149574
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Museo del Presepio di Albusciago --
Il
presepio è una pagina di Vangelo scritta dal popolo
Ogni popolo ha il suo presepio, e nello spazio
della grotta di Betlemme ha raccolto i suoi simboli e la sua fede.
Questo patrimonio storico-artistico-culturale di notevole interesse
anche per l'antropologia, è raccolto in questo Museo. Si tratta di
un'esposizione che offre la possibilità di godere scene di intensa
spiritualità e mistero, dove composizione, prospettiva, luce, colore si
fondono in armonia sorprendente. E' un giro del mondo fatto attorno alla
culla del Bambino che reca all'umanità, nelle sue manine, l'alfa e
l'omega della vita. Una raccolta di presepi provenienti da tutto il
mondo, tra i paesi rappresentati: Portogallo, Burundi, Nigeria e
Palestina.
Un doveroso ringraziamento vada al compianto Angelo Stefanucci fondatore
della Associazione Italiana Amici del presepio, che ha suggerito l'idea
dell'erezione del Museo.
Notizie utili:
aperto 14.30-17.30 domenica, altri giorni
a richiesta.
Ingresso gratuito. Tel: 0331/909145
Indirizzo:
Parrocchia di
Via
s. Giovanni Bosco, 2 Albusciago di Sumirago (VA)
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Museo del giocattolo "Pietro Piraino" di Palermo --
Nessun
altro oggetto come il giocattolo sa così intensamente e
meravigliosamente parlare della memoria del cuore
Il
museo del giocattolo,frutto di anni di ricerche e di lavoro
dello studioso Pietro Piraino Papoff e delle di lui figlie
Laila e Lucilla,nasce da un progetto unitario di advocacy per
l'infanzia a più livelli ,allo scopo di educare i bambini
all'interculturalità. Attraverso il gioco ed "il viaggio
virtuale nel tempo" si vuole creare un ponte attraverso
il quale possa viaggiare solidarietà ed accettazione delle
diversità. La collezione dei giocattoli esposti nei locali
del museo è stata posta sotto vincolo dalla Regione
Siciliana, Assessorato Beni Culturali, Ambientali e P.I ai
sensi del Dgs. 490 del 29/10/1999 ) in quanto dichiarata di
enorme valore demo-etno-antropologico.
Le ragioni che
spingono un uomo a realizzare un museo dedicato ai giocattoli
ed ai giochi dei bambini possono essere diverse e di diversa
natura. Nel caso di Pietro Piraino le ragioni sono,
fondamentalmente, due: la prima è conseguenza diretta del suo
concetto di gioco, convinto che il gioco, come la vita reale,
ma in un quadro determinato in anticipo, riunisce in se i
concetti di totalità, di regole, di libertà. Nel gioco, le
diverse combinazioni, sono altrettanti modelli di vita reale,
personale e sociale; esso tende a sostituire un certo ordine
all'anomalia dei rapporti e fa progredire dallo stato di
natura a quello di cultura, dallo spontaneo al voluto. La
seconda ragione è da imputare al verificarsi di un triste
evento che venne a modificare e a sconvolgere la sfera degli
affetti familiari e della solidità economica del signor
Piraino: la scomparsa improvvisa e prematura del padre.
In quell'istante la vita di Pietro e dei fratelli cambiò
radicalmente. La mamma, donna dal carattere forte e dalla
dignità non comune, gli spiegò che si preparavano anni duri
caratterizzati da due imperativi: austerità e parsimonia! Al
bando le spese voluttuarie ed oculatezza in quelle
irrinunciabili. Pietro era molto piccolo, ma capì che non
avrebbe più avuto nuovi giocattoli e che, peggio ancora, non
avrebbe dovuto chiederne. Imparò presto ad essere
autosufficiente ed a non sperare nell'aiuto degli altri,
cosicchè, se desiderava qualcosa doveva darsi da fare; capì
che i grandi, perchè distratti o peggio perchè egoisti, non
avrebbero mai capito i suoi problemi e mai l'avrebbero
aiutato. Provò cosa prova un bambino quando non può mostrare
i suoi giocattoli ad altri bambini; non aveva nulla da
mostrare; i suoi giocattoli erano i sogni e la fantasia. Imparò
presto a costruire barchette di sughero, fionde, trottole,
aquiloni, monopattini; imparò a rifugiarsi sul "Pianeta
del Piccolo Principe" dove il sogno, la fantasia e
l'irrealtà erano quotidianità e regole; dove poteva
estraniarsi da una realtà dolorosa e da una umanità che non
accettava e non condivideva.
Tutto questo
maturò in lui la convinzione che, da grande, avrebbe
realizzato qualcosa che consentisse ad altri bambini di essere
LIBERI di sognare e di volare sulle ali della fantasia. Forse
influì moltissimo , in questo suo proposito, la natura di
inquieto ed insoddisfatto bambino-uomo; è nei giocattoli e
nelle bambole antiche che ritrova l'identità perduta
idealizzata e ricavata dalla società romantica che ha
prodotto quegli oggetti, indispensabili alla
"crescita" del bambino rimasto in lui. Cominciò così
il recupero, spesso affannoso di una grande quantità di
oggetti creati per il trastullo dei più piccini e destinati,
dopo il restauro, allo studio ed alla conservazione perchè i
bambini del futuro, non ne smarrissero testimonianza e memoria.
Nel 1994, con le
figlie Laila e Lucilla, crea l'Associazione "MUSEO
DEL GIOCATTOLO PIETRO PIRAINO" che, per statuto,
si occupa della ricerca, del restauro, della catalogazione e
della conservazione di vecchi giocattoli e di vecchi giochi.
Nasce così il Museo del Giocattolo con annesso laboratorio di
restauro, i giocattoli sono esposti in vetrine illuminate e,
oltrepassata la soglia, sembra di fare un viaggio al ritroso
nel tempo in una atmosfera ovattata ed irreale circa 600
bambole, automi e giocattoli hanno trovato una collocazione
quasi naturale, raccontando di un mondo in cui la fantasia
inspirava ancora i giochi ed i sogni dei bambini. L'evolversi
dei giochi, il cambiare delle mode, l'impiego delle nuove
tecnologie e dei nuovi materiali, è subito percepibile da
quanti visitano il Museo del Giocattolo. Osservando
l'evoluzione del gioco, ci si rende subito conto di quanto
esso sia lo specchio della vita che cambia, del cambiare dei
costumi e del cambiare dei bambini, della famiglia e della
società.
Il
Museo del Giocattolo è un sogno realizzato. E' una promessa
mantenuta, da un non più giovane Pietro Piraino ad un bambino
che, tanti anni prima, guardava gli altri bambini giocare.
Indirizzo:
Via Consolare, 105 - Bagheria (PA)
Info:
www.museodelgiocattolo.org/
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Museo del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano --
Il
modellismo storico rappresenta un esempio di archeologia
ricostruttiva
Il
Museo del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano nasce nel
1981. Questo Museo è il primo di carattere Comunale pubblico ed il
terzo in ordine di età in Italia: il primo è a Padova, il secondo a
Bologna. Il Museo si avvale della collaborazione della Fondazione Museo
Stibbert di Firenze, del G.P.F. (Gruppo di Plastimodellismo Firenze),
dell'A.F.B.I.S. (Associazione Fiorentina Battaglie in Scala); aziende
del settore come la Mirlinton e Abilità di Firenze, oltre a numerosi
collezionisti privati. Le sezioni storiche del Museo spaziano dal mondo
romano, il Medioevo, il Rinascimento, l'Ottocento, sino a giungere ad i
giorni nostri. Lo scopo del Museo è quello di riprodurre contesti
storici ed eventi ricavati da attente ricerche filologiche e fedeli
riproduzioni artigianali dei manufatti: il soldatino e la figurina
rappresentano così lo strumento, i personaggi virtuali con i quali
ripercorrere la nostra storia; e questo a vantaggio sia del mondo
scolastico che dei cultori del collezionismo. Infatti, il modellismo
rappresenta da sempre un esempio di archeologia ricostruttiva in scala
di indubbio fascino che permette di rileggere la storia attraverso la
ricostruzione degli eventi, dei luoghi, dei personaggi. Ogni anno il
Museo propone una Mostra e iniziative a carattere storico-divulgativo
tese a far conoscere la storia, il territorio, i costumi e gli usi delle
passate civiltà.
Notizie utili:
orario di apertura: Lun./Mar./Mer./Ven.: 15/19 - Giovedì: 10/12,30
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Sabato e Festivi: 9,30/12,30 - 15,30/18,30
Chiusura completa mese di Agosto
Indirizzo:
Via Giotto, 5
Calenzano (FI) Tel: 055-88331 Fax: 055-8833405
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-- Il Giardino
dei Giochi Dimenticati --
Giochi da
ricordare
E'
operativo da un anno il Giardino dei Giochi Dimenticati, un
parco-giardino protetto (privato con ingresso ad invito) grande
ben 1.200 mq per i visitatori ( almeno 8 con quota di 5 euro) la
possibilità di conoscere ben 65 giochi storici diversi. L’Accademia
(da buona ludoteca…) dispone anche di circa 200 altri giochi
(in scatola o comunque non da strada come ad esempio calcio
balilla, volano o ping pong. In
particolari occasioni viene anche esposta la mostra Giocamondo
con circa 500 giocattoli che ricostruiscono il percorso ludico
(dai 5 sassetti ai videogames). Eventi
speciali proposti dal giardino: corsi di Ludopapà (su
prenotazione di 8 papà e quota di 8 euro)
due volte al mese, il secondo e l’ultimo sabato
pomeriggio di primavera e autunno (in inverno in altra sede). Feste
di compleanno a tema (con i nostri giochi per bambini ma anche
per nonni). Tornei
serali di freccette, di petanque, di birilli tirolese.
Indirizzo: Sede dell’Accademia del
Gioco Dimenticato in via Luigi Nono 7 - Milano
Info: www.mybestlife.com/giocodimenticato
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-- Centro per
la Cultura Ludica di Torino --
Un
luogo dove è possibile esprimere le proprie capacità creative
Il
Centro per la Cultura Ludica è nato nel 1988 dalla
collaborazione con il Comitato Italiano Gioco Infantile e con la
Città di Torino. Uno
degli obiettivi di fondo che si erano posti gli ideatori, era
quello di valorizzare l’azione dei diversi operatori, sia del
settore pubblico che privato, che lavorano con e per
l’infanzia e si stavano impegnando in questo settore; un
settore che era in forte crescita e che andava
problematizzandosi di fronte alla trasformazione della vita e
dei tempi della famiglia da una parte e dei servizi
dall’altra. I Servizi
Educativi andavano ampliando il loro intervento, proponendo
offerte per il tempo libero,aperte alle famiglie. Si
riteneva importante creare delle situazioni che aiutassero e
valorizzassero questi operatori, educatori, animatori,
insegnanti impegnati nel campo del gioco e facessero emergere le
esperienze anche di quei soggetti, non necessariamente
specialisti dell’educazione, che lavorano e sono a fianco del
bambino: il genitore innanzitutto e poi il pediatra,
l’urbanista, l’architetto, il terapeuta e tutti coloro che
pur non avendo una continuità di rapporto sono impegnati
con l’infanzia.
Quindi,
il Centro per la Cultura Ludica, è punto di riferimento per
tutti coloro che si occupano di gioco e giocattoli, come
collettore di esperienze e volano di ulteriori sviluppi e
attività di rielaborazione e approfondimento. Giancarlo
Perempruner, uno degli ideatori del Centro, diceva: “…questo
è un luogo dove è possibile esprimere le proprie capacità
creative. Quando si pensa al gioco lo si associa immediatamente
al mondo infantile, ma nulla è più sbagliato in tutti noi
esiste infatti, comunque e sempre, una voglia di giocare…” Oggi
il Centro, riaperto nel 1997 in una nuova sede, decisamente più
spaziosa per consentire di sviluppare e amplificare quelli che
erano stati gli obiettivi di partenza, si colloca all’interno
di un Progetto ben più ampio, che raggruppa quel complesso di
servizi e attività nati per promuovere e diffondere la cultura
ludica in tutte le sue forme: i Centri di Cultura per il Gioco.
Il
Centro per la Cultura Ludica, si propone oggi come luogo di
informazione e formazione, documentazione, spazio espositivo,
punto d’incontro e di scambio. Offre ai cittadini di ogni età
e a tutti coloro che a qualsiasi titolo sono interessati al
gioco, un esempio concreto di ciò che significa cultura ludica:
percorsi che raccontano il gioco attraverso la storia e le
diverse culture, corsi di formazione per saperne di più su
giochi e giocattoli, materiali per costruire ed inventare,
mostre tematiche temporanee e permanenti, collezionisti e
collezioni, inventori e prototipi, documenti ed audiovisivi per
la ricerca e l’informazione, spazi per giocare.
Ospita in modo permanente:
-
la Collezione
Perempruner, ormai parte integrante del centro, più di
duemila pezzi di
giochi e giocattoli
della tradizione popolare,
-
la collezione Mino
Rosso di giocattoli provenienti da tutto il mondo,
-
la mostra permanente “Giochi,
giocattoli e divertimenti nell’antichità”,
-
la ricerca sul Giocattolo Industriale dall’ 800 ad
oggi.
Queste esposizioni permettono di raccontare,
attraverso gli oggetti, i molti modi in cui si e' giocato e
ancora si gioca nel nostro paese e nelle altre parti del mondo,
facendo di eventi remoti una piacevole novità.
Nel Centro si moltiplicano le collezioni, da quelle più classiche alle più stravaganti, a
testimonianza che tutto può essere importante per l'uomo ed
avere profondi significati;
qui si può esplorare la storia e ripensare il mondo dal
passato al futuro attraverso il
modellismo statico e dinamico;
qui trovano spazio il confronto e lo stimolo, per
riprogettare le aree verdi, i cortili scolastici, o per
costruire in modo partecipato strutture gioco; qui si trovano più
laboratori, perché i vari settori sono attivi con degli spazi
che permettono di costruire, ricostruire, elaborare o inventare
giochi nuovi con i materiali più disparati.
-
Inoltre sono presenti una biblioteca e una videoteca
che raccolgono quanto più è possibile tra quello che si è
scritto, detto e praticato
sul gioco.
-
Un settore computer
raccoglie la storia dei videogiochi e la loro repentina
trasformazione, permette di sperimentare le differenti tipologie
di video gioco, o di intervenire per creare il gioco o
trasformarlo con l’ausilio delle ultime tecnologie.
-
Inoltre il Centro è luogo di formazione, di ricerca
e scambio: perché
per noi la cultura, soprattutto
del gioco, è autentica quando le persone che la vivono si
incontrano, si scontrano e la rigenerano continuamente.
Il Centro per
la Cultura Ludica è suddiviso in settori e servizi:
SETTORI
·
Per una storia
del giocattolo
·
Giochi e
giocattoli nella tradizione popolare italiana e nel mondo
·
Collezionismo
·
Modellismo
·
Aree e spazi per
il gioco
·
Computer e
videogiochi
SERVIZI
·
Documentazione:
Biblioteca e Videoteca
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Informazione:
Promozione attività educative e culturali
Il
Centro propone percorsi specifici e visite guidate alle scuole
di ogni ordine e grado, a genitori ed animatori. Al Centro
affluiscono le più diverse esperienze ludiche che vengono
raccolte, discusse e rilanciate sul territorio attraverso i
Centri di Cultura per il Gioco della città di Torino.
Indirizzo: Via Fiesole 15 – 10151 Torino
Info:
Tel 0111- 443 9400- oppure all'e-mail
labludica@comune.torino.it
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