GIOCABOLARIO

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MUSEI DEL GIOCATTOLO

 

Sommario Speciali Classifiche Premio Giocabolario L'Italia che gioca
 
 
 

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-- Museo del "Cavallo Giocattolo "Chicco" --

Un viaggio attraverso 450 cavalli giocattolo

Il 14 Aprile 2000 è stato inaugurato a Grandate, in provincia di Como, il Museo del Cavallo Giocattolo. In questo edificio nacque  un cavallo straordinario: Tornese, il purosangue entrato nella leggenda alla fine degli anni Cinquanta per l’impressionante numero di successi raggiunti nelle gare, ma soprattutto per le emozioni che sapeva trasmettere durante le sue incredibili imprese. La risposta di Chicco è stata uno straordinario Museo a cinquant’anni dalla nascita di Tornese. Il Cav. del Lavoro Piero Catelli, Fondatore e Presidente della Artsana Chicco che 25 anni fa aveva acquistato l’area della scuderia Manzoni, con l’acquisto di una bellissima collezione di cavalli giocattolo, ha completato il suo sogno, quello di creare  un Museo, dedicandolo idealmente a Tornese, portando  proprio in queste stanze quasi 500 cavalli giocattolo. Questa apertura ha avuto una notevole risonanza nel panorama internazionale in virtù del valore e del prestigio della collezione del Museo  che  costituisce la più ampia collezione  privata al mondo. A due anni dalla sua  apertura il Museo si è arricchito di altri 35 pezzi meravigliosi, dono di amici e sostenitori, anche sconosciuti, che da tutto il mondo ci mandano questi cavallini in una gara bellissima. I bambini ci scrivono poesie, alcuni ci mandano disegni originali, i grandi ci lasciano testimonianza scritta con frasi di grande apprezzamento, tanti piccoli gesti di amore per questa iniziativa che ci riempiono di felicità e stupore.

Piero Catelli ha attuato un progetto accarezzato da  tempo. Con questa iniziativa ludico – culturale tutela così questi preziosi oggetti, salvandoli dall’oblio e dalla polvere delle soffitte, dagli angoli delle camerette, dove l’invasione dei giochi elettronici li avevano relegati. Vuole sensibilizzare i figli del "consumismo" perché capiscano come i loro nonni e i loro genitori vivessero felici con modesti passatempi. Attraverso il cavallo giocattolo si ripercorrono strade legate alla storia ed alle diverse culture. Il Museo fornisce inoltre, una  documentazione indirizzata a far conoscere le mutazioni attraverso il tempo di questo oggetto, da sempre presente nella storia dell’uomo. In ogni stanza pannelli  didattici, spiegano e illustrano la storia: "Il bastone cavallo", "Il carretto cavallo", "Le statuine cavallo", "I tornei", "Le corse nel circo", "Il cavallo a dondolo e da montare". Stampe e  altre curiosità  arricchiscono  l’iter espositivo  con  testimonianze su questo mondo "al galoppo".

Gli esemplari non sono qui  esposti secondo i tradizionali criteri museali, ma si avvicendano al di fuori d’ogni cronologia, in un percorso immaginifico, su dischi, mensole, o altri piani d’appoggio senza vetri o barriere per creare subito un rapporto divertente ed interattivo con il pubblico di bambini….da zero a cent’anni. Il complesso è collegato con Chiccolandia, una altro spazio scenografico dedicato al gioco, alla ristorazione ed al divertimento, oltre che naturalmente alla vendita di tutti i prodotti Chicco.

 

LA COLLEZIONE:

La collezione di cavalli giocattolo è unica per varietà, quantità e qualità dei pezzi che la compongono e permette al visitatore di avere un’esauriente panoramica relativa all’evoluzione ed alle varianti di quest’oggetto nel mondo, dal tardo Settecento agli anni Settanta del Novecento. Statici o azionati da sofisticati meccanismi, in legno, metallo o cartapesta, questi piccoli grandi capolavori di scultura, rappresentano uno dei più teneri e romantici simboli del mondo antico. Dal cavallo-bastone, il primo vero cavallo-giocattolo, gran parte della magia è sempre stata  affidata all’immaginazione infantile, si perfeziona lo  cheval-jupon”, da indossare con l’ausilio di due bretelle, si arriva al raffinato “Napoleone III”. Legni pregiati e rivestiti a volte con vera pelle di cavallino, code di crine e selle di cuoio, dondolanti  e deambulanti. Una fornitissima ed eterogenea “scuderia”quindi, in cui spiccano rari esemplari, come quello in legno a grandezza “pony” di antica provenienza cinese, o quello stilizzato, di matrice futurista, in legno rosso e con meccanismo a doppia oscillazione, una vera e propria scultura moderna.

Tra gli  esemplari più interessanti c’è anche un cavallo bianco italiano, scolpito in legno nella metà dell’800, raffigurato come un piccolo Pegaso nell’atto di compiere un balzo e di lanciarsi, con la coda ritta, verso l’infinito. Di sicuro interesse è poi il cavallo in ghisa, lanciato al galoppo, che la Coca-Cola si metteva davanti alle porte dei bar a scopo pubblicitario. Il destriero, sostenuto da un supporto metallico immobile per permettere ai bambini di inforcare la sella, è l’antenato di quei cavalli meccanici che si mettevano in moto introducendo una moneta. Ma c’è qualcosa in più che rende speciale questa raccolta: ogni singolo pezzo racchiude in sé, oltre al valore antiquario ed alla rarità collezionistica,  anche una propria vita ed una propria storia. Mille sono le curiosità che si vengono a scoprire di fronte ad una simile esposizione, come ad esempio, che ogni cavallino ha il suo nome: Camilla, Garibaldo, Andronico, Peo, Medea, Tirvo, Tornese, Pepè, Paolo Natalino e tanti tanti altri.

Il 18 Febbraio 2002, è entrato nel nostro Museo un cavallo nuovo. Il Cavallo del Millennio, dono di un amico inglese, questo cavallo a dondolo, in legno  patinato ebano, con finimenti in pelle e staffe in argento, è fabbricato dai Fratelli Stevenson. Cento saranno gli esemplari prodotti, numerati. Questi meravigliosi cavalli sono stati già ordinati all’inizio del secolo da personalità, tra le quali capi di stato e nomi prestigiosi del mondo. Il 13 luglio 2002 è arrivato al Museo, il cavallo del Paese dei Balocchi usato nel film Pinocchio da Roberto Benigni-Pinocchio. Ora è anche lui parte integrante della collezione, alto 5 metri, lungo 7,30, è il più grande cavallo giocattolo del mondo. Uno splendido esemplare in ferro e resina che si rifà a modelli inglesi georgiani del secondo Ottocento. Di colore bianco con finiture e seggiolini a cestino, pesa  oltre 500 kg. Nel 2004, il Museo del Giocattolo Chicco, si è arricchito delle "Giostrine musicali" di Goffredo Colombani e di 23 quadri "Scuderia dei Sogni" dell'artista Vanda Broggi.

Nel 2000 , a pochi mesi dalla Sua apertura, al Museo è stato riconosciuto il Premio Guggenheim Impresa e Cultura: la Giuria del prestigioso premio lo ha così motivato: "il progetto racchiude il valore di una scelta tematica e le suggestioni di una comunicazione in linea con lo spirito e la missione del marchio Chicco’’.

Notizie utili: Il Museo è aperto tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30- Chiuso il lunedì mattina. . L'ingresso è gratuito - Visita guidata. Bookshop.

Indirizzo: Via Tornese 10 a Grandate (Como)  Tel: 031-382912 - Responsabile: Graziella Perego


 

-- Museo "Rivarossi" --

Oltre mezzo secolo di ferrovie e trenini

Locomotive, vagoni merci e passeggeri. Un mondo di trenini da visitare nel celebre museo dell'omonima azienda comasca costruttrice di trenini elettrici che nell'estate dello scorso anno ha chiuso definitivamente i battenti. . Per decenni la Rivarossi ha fatto sognare milioni di bambini, spesso anche adulti. Dopo la chiusura dello stabilimento comasco, la produzione è stata trasferita a Vicenza in un’altra grande azienda di modellismo ferroviario: la Lima. Nel Museo dei treni in miniatura Rivarossi, collocato proprio nella fabbrica della ditta Riva e Rossi di Como è comunque possibile ammirare tutta la produzione, dai primi modellini fino a quelli attuali.

Notizie utili: Collezione visitabile solo su richiesta e previa prenotazione

Indirizzo: Via Pio XI, 157/159-22100 Como   Tel: 031-541541   Fax: 031-540752

 

 

-- Museo del giocattolo e del bambino --

La storia dell'uomo raccontata attraverso i sogni dei bambini

E' uno tra i più grandi musei del Giocattolo in Europa ed è realizzato con la collaborazione della Regione Lombardia. Sessantacinque vetrine ampie ed illuminate, esposte ad "altezza bambino" e oltre 2000 balocchi, selezionati e rigorosamente originali a S. Stefano Lodigiano. Un affascinante viaggio alla scoperta di eventi sociali e culturali, innovazioni scientifiche e tecnologiche, mutamenti politici e militari, indirizzi letterari e filosofici. Un percorso storico generale articolato tra il 1700 ed il 1960, con approfondimento di numerose tematiche specifiche, tra cui: "La scienza divertente", "Circo e Teatro", "Bambole e Soldatini", "I giochi didattici", "Pinocchio e il legno". Inoltre, laboratori per l'invenzione e la costruzione di giocattoli spettacoli-gioco sui temi dei diritti dell'infanzia, la fantasia, il magico mondo dei libri, l'Europa unita...

Notizie utili: Orari di apertura 9.30-12.30   15.00-18.00. Aperto tutti i giorni (lunedì solo su prenotazione). Biglietto d'ingresso: -

Info: e-mail museodelgiocattolo@tin.it oppure al sito www.museodelgiocattolo.it

 

 

 

-- Museo del giocattolo "Giulio Superti Furga" --

I giocattoli raccontati dalle bambole

La storia di questo museo ha inizio a cavallo degli anni ottanta, più precisamente nell'84. Al suo interno una varietà incredibile di giocattoli e soprattutto bambole frutto in parte delle donazioni di Superti Furga, Grazioli e Pagano. I pezzi esposti si distinguono per il diverso materiale utilizzato per la costruzione: stoffa, legno, latta, feltro, cartapesta, vinile polistirolo e celluloide. Oltre alle bambole da ammirare un'ampia esposizione di costruzioni, giochi ad incastro, strumenti musicali, piccoli mobili, automodelli, puzzles e splendidi cavalli a dondolo insieme ad alcuni prototipi di stampi e modelli in gesso degli impianti di produzione locali. Spazio anche ad alcuni esempi esempi dell'industria europea dell'800.

Notizie utili: aperto sabato e festivi. Per visite guidate e nei giorni infrasettimanali telefonare al numero 0376-70170. Chiuso il mese d'agosto.

Indirizzo: Centro Sociale, Piazza Gramsci- Canneto sull'Oglio (MN)  Tel: 0376/70170 oppure 70671

 

-- Museo Nazionale del Soldatino "Mario Massacesi"del giocattolo --

Vita militare dei soldatini dall'800 ad oggi

A Bologna, con una istituzione unica in Italia, un gruppo di collezionisti ha creato, unendo le proprie collezioni, il Museo nazionale del soldatino, che è stato intitolato al primo Presidente della Società che lo gestisce, Mario Massaccesi, insigne cultore dell’arte e del bello che per primo valutò l’estrema importanza storico-didattica di queste minuscole figurine, reduci da storiche ed antiche battaglie accanitamente combattute sui pavimenti dei salotti e delle cucine al comando di intrepidi generali in calzoncini corti. Un piccolo museo privato nato quasi per caso, generato dalla ribellione di un nutrito gruppo di collezionisti, a un perentorio aut aut delle gentili consorti ormai al limite della sopportazione, che suonava nei termini piuttosto duri di “o fuori i soldatini o fuori io”.  

Nel 1974 fu fondata la Società Nazionale del Modello e della Figurina Storica - Museo Nazionale del Soldatino “Mario Massaccesi”.  Con la voglia e il desiderio  di veder divulgata l’esistenza del museo stesso, questo gruppo di collezionisti hanno realizzato molte manifestazioni a livello nazionale ed internazionale. Il museo è stato inserito nella Guida ai musei del giocattolo d’Europa come terzo museo in ordine d’importanza dopo Kulmback e Compiègne. 

Il museo ha ricucito la favola secolare dei soldatini giocattolo potendo presentare al pubblico più di 12.000 esemplari (ma ne possiede circa altri 30.000) prodotti dai primi dell’800 ad oggi. Sono rappresentati tutti i tipi di soldatini prodotti negli ultimi 200 anni a livello artigianale o industriale, dai primissimi esemplari creati in Germania dal fonditore Hillpert alla fine del '700, in stagno e piatti, che dalla città sede della piccola fonderia, Norimberga, hanno preso il nome, ai semipiatti in piombo, materiale meno costoso e più lavorabile, della prima metà dell’800, ai pezzi a tutto tondo in piombo della fine dell’800 e a quelli di autarchica pasta di varia composizione tedeschi e italiani del periodo fra le due guerre con le loro dotazioni di splendidi mezzi in latta. Sono presenti anche i parenti poveri dei soldatini cioè quelli in carta in fogli o ritagliati, che hanno però illustri antenati nelle meravigliose incisioni del Callot o di Stefano della Bella del XVI e XVII secolo.

Ma il soldatino non è solo un giocattolo. Può essere una miniatura perfetta in ogni particolare del costume che rappresenta o del personaggio che raffigura. Un museo unico, quindi,  per conoscere il mondo del modellismo e della figurinistica storica fatta di minuziose riproduzioni iconograficamente perfette, frutto di lunghe ore di ricerca e di studio e di assoluta perfezione di esecuzione. La ricerca storica sul costume militare è una delle attività dei soci della Società nazionale del modello e della figurina storica di cui il museo è strumento operativo. Nel museo quindi sono presenti anche numerosi esempi di figurini-modello attraverso i quali è possibile, seppure in rapida successione, ripercorrere la storia dell’umanità, dai carri egizi del faraone Akenaton ai Marines e ai mezzi della guerra del Golfo. Dal 1990 il museo si è trasferito in nuovi locali messi a disposizione dal comune di Bologna, che ultimamente lo ha inserito nella Guida ai musei della città e in una numerosa serie di cartelli indicatori stradali grazie ai quali è semplice raggiungerlo. Con l’allestimento completamente rinnovato e razionalizzato, il museo è veramente un piccolo gioiello che non ha eguali in Italia e può competere a pieno titolo con le similari istituzioni europee.  

Indirizzo: Villa Aldrovandi Mazzacorati Via Toscana 19, 40141 Bologna-Italia

Notizie utili: Tel. +39(0)51-595158 +39(0)51-6149574

 

 

-- Museo del Presepio di Albusciago --

Il presepio è una pagina di Vangelo scritta dal popolo

Ogni popolo ha il suo presepio, e nello spazio della grotta di Betlemme ha raccolto i suoi simboli e la sua fede. Questo patrimonio storico-artistico-culturale di notevole interesse anche per l'antropologia, è raccolto in questo Museo. Si tratta di un'esposizione che offre la possibilità di godere scene di intensa spiritualità e mistero, dove composizione, prospettiva, luce, colore si fondono in armonia sorprendente. E' un giro del mondo fatto attorno alla culla del Bambino che reca all'umanità, nelle sue manine, l'alfa e l'omega della vita. Una raccolta di presepi provenienti da tutto il mondo, tra i paesi rappresentati: Portogallo, Burundi, Nigeria e Palestina. Un doveroso ringraziamento vada al compianto Angelo Stefanucci fondatore della Associazione Italiana Amici del presepio, che ha suggerito l'idea dell'erezione del Museo.

Notizie utili: aperto 14.30-17.30 domenica, altri giorni a richiesta. Ingresso gratuito. Tel: 0331/909145

Indirizzo: Parrocchia di Via s. Giovanni Bosco, 2 Albusciago di Sumirago (VA)

 

 

-- Museo del giocattolo "Pietro Piraino" di Palermo --

Nessun altro oggetto come il giocattolo sa così intensamente e meravigliosamente parlare della memoria del cuore

Il museo del giocattolo,frutto di anni di ricerche e di lavoro dello studioso Pietro Piraino Papoff e delle di lui figlie Laila e Lucilla,nasce da un progetto unitario di advocacy per l'infanzia a più livelli ,allo scopo di educare i bambini all'interculturalità. Attraverso il gioco ed "il viaggio virtuale nel tempo" si vuole creare un ponte attraverso il quale possa viaggiare solidarietà ed accettazione delle diversità. La collezione dei giocattoli esposti nei locali del museo è stata posta sotto vincolo dalla Regione Siciliana, Assessorato Beni Culturali, Ambientali e P.I ai sensi del Dgs. 490 del 29/10/1999 ) in quanto dichiarata di enorme valore demo-etno-antropologico.

Le ragioni che spingono un uomo a realizzare un museo dedicato ai giocattoli ed ai giochi dei bambini possono essere diverse e di diversa natura. Nel caso di Pietro Piraino le ragioni sono, fondamentalmente, due: la prima è conseguenza diretta del suo concetto di gioco, convinto che il gioco, come la vita reale, ma in un quadro determinato in anticipo, riunisce in se i concetti di totalità, di regole, di libertà. Nel gioco, le diverse combinazioni, sono altrettanti modelli di vita reale, personale e sociale; esso tende a sostituire un certo ordine all'anomalia dei rapporti e fa progredire dallo stato di natura a quello di cultura, dallo spontaneo al voluto. La seconda ragione è da imputare al verificarsi di un triste evento che venne a modificare e a sconvolgere la sfera degli affetti familiari e della solidità economica del signor Piraino:  la scomparsa improvvisa e prematura del padre. In quell'istante la vita di Pietro e dei fratelli cambiò radicalmente. La mamma, donna dal carattere forte e dalla dignità non comune, gli spiegò che si preparavano anni duri caratterizzati da due imperativi: austerità e parsimonia! Al bando le spese voluttuarie ed oculatezza in quelle irrinunciabili. Pietro era molto piccolo, ma capì che non avrebbe più avuto nuovi giocattoli e che, peggio ancora, non avrebbe dovuto chiederne. Imparò presto ad essere autosufficiente ed a non sperare nell'aiuto degli altri, cosicchè, se desiderava qualcosa doveva darsi da fare; capì che i grandi, perchè distratti o peggio perchè egoisti, non avrebbero mai capito i suoi problemi e mai l'avrebbero aiutato. Provò cosa prova un bambino quando non può mostrare i suoi giocattoli ad altri bambini; non aveva nulla da mostrare; i suoi giocattoli erano i sogni e la fantasia. Imparò presto a costruire barchette di sughero, fionde, trottole, aquiloni, monopattini; imparò a rifugiarsi sul "Pianeta del Piccolo Principe" dove il sogno, la fantasia e l'irrealtà erano quotidianità e regole; dove poteva estraniarsi da una realtà dolorosa e da una umanità che non accettava e non condivideva.

Tutto questo maturò in lui la convinzione che, da grande, avrebbe realizzato qualcosa che consentisse ad altri bambini di essere LIBERI di sognare e di volare sulle ali della fantasia. Forse influì moltissimo , in questo suo proposito, la natura di inquieto ed insoddisfatto bambino-uomo; è nei giocattoli e nelle bambole antiche che ritrova l'identità perduta idealizzata e ricavata dalla società romantica che ha prodotto quegli oggetti, indispensabili alla "crescita" del bambino rimasto in lui. Cominciò così il recupero, spesso affannoso di una grande  quantità di oggetti creati per il trastullo dei più piccini e destinati, dopo il restauro, allo studio ed alla conservazione perchè i bambini del futuro, non ne smarrissero testimonianza e memoria.

Nel 1994, con le figlie Laila e Lucilla, crea l'Associazione "MUSEO DEL GIOCATTOLO PIETRO PIRAINO" che, per statuto, si occupa della ricerca, del restauro, della catalogazione e della conservazione di vecchi giocattoli e di vecchi giochi. Nasce così il Museo del Giocattolo con annesso laboratorio di restauro, i giocattoli sono esposti in vetrine illuminate e, oltrepassata la soglia, sembra di fare un viaggio al ritroso nel tempo in una atmosfera ovattata ed irreale circa 600 bambole, automi e giocattoli hanno trovato una collocazione quasi naturale, raccontando di un mondo in cui la fantasia inspirava ancora i giochi ed i sogni dei bambini. L'evolversi dei giochi, il cambiare delle mode, l'impiego delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali, è subito percepibile da quanti visitano il Museo del Giocattolo. Osservando l'evoluzione del gioco, ci si rende subito conto di quanto esso sia lo specchio della vita che cambia, del cambiare dei costumi e del cambiare dei bambini, della famiglia e della società.

Il Museo del Giocattolo è un sogno realizzato. E' una promessa mantenuta, da un non più giovane Pietro Piraino ad un bambino che, tanti anni prima, guardava gli altri bambini giocare.

Indirizzo: Via Consolare, 105 -  Bagheria (PA)

Info: www.museodelgiocattolo.org/

 

 

-- Museo del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano --

Il modellismo storico rappresenta un esempio di archeologia ricostruttiva

Il Museo del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano nasce nel 1981. Questo Museo è il primo di carattere Comunale pubblico ed il terzo in ordine di età in Italia: il primo è a Padova, il secondo a Bologna. Il Museo si avvale della collaborazione della Fondazione Museo Stibbert di Firenze, del G.P.F. (Gruppo di Plastimodellismo Firenze), dell'A.F.B.I.S. (Associazione Fiorentina Battaglie in Scala); aziende del settore come la Mirlinton e Abilità di Firenze, oltre a numerosi collezionisti privati. Le sezioni storiche del Museo spaziano dal mondo romano, il Medioevo, il Rinascimento, l'Ottocento, sino a giungere ad i giorni nostri. Lo scopo del Museo è quello di riprodurre contesti storici ed eventi ricavati da attente ricerche filologiche e fedeli riproduzioni artigianali dei manufatti: il soldatino e la figurina rappresentano così lo strumento, i personaggi virtuali con i quali ripercorrere la nostra storia; e questo a vantaggio sia del mondo scolastico che dei cultori del collezionismo. Infatti, il modellismo rappresenta da sempre un esempio di archeologia ricostruttiva in scala di indubbio fascino che permette di rileggere la storia attraverso la ricostruzione degli eventi, dei luoghi, dei personaggi. Ogni anno il Museo propone una Mostra e iniziative a carattere storico-divulgativo tese a far conoscere la storia, il territorio, i costumi e gli usi delle passate civiltà.

Notizie utili: orario di apertura: Lun./Mar./Mer./Ven.: 15/19 - Giovedì: 10/12,30 - Sabato e Festivi: 9,30/12,30 - 15,30/18,30
Chiusura completa mese di Agosto

Indirizzo: Via Giotto, 5 Calenzano (FI)  Tel: 055-88331   Fax: 055-8833405

 

 

-- Il Giardino dei Giochi Dimenticati --

Giochi da ricordare

E' operativo da un anno il Giardino dei Giochi Dimenticati, un parco-giardino protetto (privato con ingresso ad invito) grande ben 1.200 mq per i visitatori ( almeno 8 con quota di 5 euro) la possibilità di conoscere ben 65 giochi storici diversi. L’Accademia (da buona ludoteca…) dispone anche di circa 200 altri giochi (in scatola o comunque non da strada come ad esempio calcio balilla, volano o ping pong. In particolari occasioni viene anche esposta la mostra Giocamondo con circa 500 giocattoli che ricostruiscono il percorso ludico (dai 5 sassetti ai videogames). Eventi speciali proposti dal giardino: corsi di Ludopapà (su prenotazione di 8 papà e quota di 8 euro) due volte al mese, il secondo e l’ultimo sabato pomeriggio di primavera e autunno (in inverno in altra sede). Feste di compleanno a tema (con i nostri giochi per bambini ma anche per nonni). Tornei serali di freccette, di petanque, di birilli tirolese.

Indirizzo: Sede dell’Accademia del Gioco Dimenticato in via Luigi Nono 7 - Milano

Info: www.mybestlife.com/giocodimenticato

-- Centro per la Cultura Ludica di Torino --

Un luogo dove è possibile esprimere le proprie capacità creative

Il Centro per la Cultura Ludica è nato nel 1988 dalla collaborazione con il Comitato Italiano Gioco Infantile e con la Città di Torino. Uno degli obiettivi di fondo che si erano posti gli ideatori, era quello di valorizzare l’azione dei diversi operatori, sia del settore pubblico che privato, che lavorano con e per l’infanzia e si stavano impegnando in questo settore; un settore che era in forte crescita e che andava problematizzandosi di fronte alla trasformazione della vita e dei tempi della famiglia da una parte e dei servizi dall’altra. I Servizi Educativi andavano ampliando il loro intervento, proponendo offerte per il tempo libero,aperte alle famiglie. Si riteneva importante creare delle situazioni che aiutassero e valorizzassero questi operatori, educatori, animatori, insegnanti impegnati nel campo del gioco e facessero emergere le esperienze anche di quei soggetti, non necessariamente specialisti dell’educazione, che lavorano e sono a fianco del bambino: il genitore innanzitutto e poi il pediatra, l’urbanista, l’architetto, il terapeuta e tutti coloro che pur non avendo una continuità di rapporto sono impegnati  con l’infanzia.

Quindi, il Centro per la Cultura Ludica, è punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di gioco e giocattoli, come collettore di esperienze e volano di ulteriori sviluppi e attività di rielaborazione e approfondimento. Giancarlo Perempruner, uno degli ideatori del Centro, diceva: “…questo è un luogo dove è possibile esprimere le proprie capacità creative. Quando si pensa al gioco lo si associa immediatamente al mondo infantile, ma nulla è più sbagliato in tutti noi esiste infatti, comunque e sempre, una voglia di giocare…” Oggi il Centro, riaperto nel 1997 in una nuova sede, decisamente più spaziosa per consentire di sviluppare e amplificare quelli che erano stati gli obiettivi di partenza, si colloca all’interno di un Progetto ben più ampio, che raggruppa quel complesso di servizi e attività nati per promuovere e diffondere la cultura ludica in tutte le sue forme: i Centri di Cultura per il Gioco. 

Il Centro per la Cultura Ludica, si propone oggi come luogo di informazione e formazione, documentazione, spazio espositivo, punto d’incontro e di scambio. Offre ai cittadini di ogni età e a tutti coloro che a qualsiasi titolo sono interessati al gioco, un esempio concreto di ciò che significa cultura ludica: percorsi che raccontano il gioco attraverso la storia e le diverse culture, corsi di formazione per saperne di più su giochi e giocattoli, materiali per costruire ed inventare, mostre tematiche temporanee e permanenti, collezionisti e collezioni, inventori e prototipi, documenti ed audiovisivi per la ricerca e l’informazione, spazi per giocare.

Ospita in modo permanente:

-         la Collezione Perempruner, ormai parte integrante del centro, più di duemila pezzi  di giochi  e giocattoli della tradizione popolare,

-         la collezione Mino Rosso di giocattoli provenienti da tutto il mondo,

-         la mostra permanente “Giochi, giocattoli e divertimenti nell’antichità”,

-         la ricerca sul Giocattolo Industriale dall’ 800 ad oggi.

Queste esposizioni permettono di raccontare, attraverso gli oggetti, i molti modi in cui si e' giocato e ancora si gioca nel nostro paese e nelle altre parti del mondo, facendo di eventi remoti una piacevole novità.

Nel Centro si moltiplicano le collezioni, da quelle più classiche alle più stravaganti, a testimonianza che tutto può essere importante per l'uomo ed avere profondi significati;  qui si può esplorare la storia e ripensare il mondo dal passato al futuro attraverso il  modellismo statico e dinamico;  qui trovano spazio il confronto e lo stimolo, per riprogettare le aree verdi, i cortili scolastici, o per costruire in modo partecipato strutture gioco; qui si trovano più laboratori, perché i vari settori sono attivi con degli spazi che permettono di costruire, ricostruire, elaborare o inventare giochi nuovi con i materiali più disparati. 

- Inoltre sono presenti una biblioteca e una videoteca che raccolgono quanto più è possibile tra quello che si è scritto, detto e praticato  sul gioco.

- Un settore computer  raccoglie la storia dei videogiochi e la loro repentina trasformazione, permette di sperimentare le differenti tipologie di video gioco, o di intervenire per creare il gioco o trasformarlo con l’ausilio delle ultime tecnologie.

- Inoltre il Centro è luogo di formazione, di ricerca e scambio:  perché per noi la cultura,   soprattutto del gioco, è autentica quando le persone che la vivono si incontrano, si scontrano e la rigenerano continuamente.

Il Centro per la Cultura Ludica è suddiviso in settori e servizi:

 SETTORI

·        Per una storia del giocattolo

·        Giochi e giocattoli nella tradizione popolare italiana e nel mondo

·        Collezionismo

·        Modellismo

·        Aree e spazi per il gioco

·        Computer e videogiochi

SERVIZI

·        Documentazione: Biblioteca e Videoteca

·        Informazione: Promozione attività educative e culturali

 

Il Centro propone percorsi specifici e visite guidate alle scuole di ogni ordine e grado, a genitori ed animatori. Al Centro affluiscono le più diverse esperienze ludiche che vengono raccolte, discusse e rilanciate sul territorio attraverso i Centri di Cultura per il Gioco della città di Torino.

Indirizzo: Via Fiesole 15 – 10151 Torino

Info: Tel 0111- 443 9400- oppure all'e-mail  labludica@comune.torino.it